Prima di giungere a definire il concetto di panico è opportuno soffermarsi su gli aspetti preliminari legati ad esso. Partiamo dall’emozione per poi arrivare all’ansia, alla paura e al panico.
L’EMOZIONE
Sto provando l’emozione della felicità e la esprimo verbalmente: “ Ho provato un’intensa sensazione di felicità quando………”
Sto percependo l’emozione della paura : l’espressione del mio viso è contratta, gli occhi sgranati, posso attaccare o fuggire dalla situazione che mi provoca paura……
Sto vivendo l’emozione del panico : il mio cuore incomincia a battere forte, le mani mi tremano, il mio respiro è affannoso, corto…….
Ecco come possiamo manifestare un’emozione, attraverso tre diversi sistemi di risposta.
Psicologico ( resoconti verbali relativi all’esperienza soggettiva )
Comportamentale ( manifestazioni motorie dell’emozione )
Fisiologico ( modificazioni fisiche innervate dal sistema nervoso autonomo)
Queste tre diverse modalità concorrono, senza alcuna priorità specifica, a fornire una risposta emozionale, globale. L’emozione è quindi, un insieme di risposte ad uno stimolo scatenante.
L’ANSIA
L’ansia è una reazione emozionale che racchiude una dimensione cognitiva ( la preoccupazione) ed una somatica ( l’attivazione emozionale). E’ uno stato caratterizzato da una sensazione di incertezza o di paura causata da uno o più conflitti inconsci di fronte a qualcosa o qualcuno che viene identificato come pericoloso. L’ansia è uno stato di allarme collegato alla previsione di un pericolo : cioè la preparazione dell’organismo ad una reazione intensa di attacco o di fuga. Il pericolo può provenire dall’esterno ed in tal caso la reazione di atacco-fuga può essere utile; oppure il pericolo può provenire dall’interno e, in tal caso, la reazione di attacco-fuga, non è utile. L’ansia è un’emozione ed è una parente stretta della paura.
LA PAURA
La paura è una intensa emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto. L'ansia e la paura sono due emozioni simili nella loro manifestazione fisiologica (attraverso sintomi fisici quali tachicardia, respirazione affannosa, sudorazione, senso di nodo alla gola, ecc.). Entrambe sono la reazione ad una “minaccia” ma differiscono sostanzialmente perché:
la paura è una reazione emotiva ad un pericolo reale
l'ansia è una reazione emotiva ad un pericolo percepito
La paura è un'emozione governata prevalentemente dall'istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza dell'individuo. E’ una risposta dell'organismo che ci avverte di un pericolo e, in questo senso, è una risposta funzionale molto importante, senza la quale non potremmo sopravvivere in molte situazione della vita.
COS’È IL PANICO
Arriva all'improvviso, nelle situazioni meno indicate, fa girare la testa, tremare le gambe, il cuore batte a mille.
Il panico è un intenso stato di ansia dove il pericolo può provenire dall’interno o dall’esterno. Quando il pericolo è inteso come una minaccia imminente e il livello di ansia sale vertiginosamente allora si può parlare di attacco di panico.
ATTACCO DI PANICO
E’ definito come un periodo preciso, di breve durata e che di solito raggiunge il picco di escalation di sintomi nel giro di dieci minuti durante i quali si sviluppano sensazioni di paura o disagio intensi, seguiti dei seguenti sintomi: palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento, de realizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, parestesie (sensazione di torpore o di formicolio), brividi o vampate di calore. L’attacco di panico è sostanzialmente innocuo e non provoca danni a nessun organo del corpo eppure chi lo vive lo descrive come un’esperienza spiacevole e terrificante, e spesso conduce chi lo vive a sviluppare un’ansia anticipatoria legata alla paura di avere nuovamente attacchi di panico. Questa meccanismo va ad innescare un circolo vizioso dove più la paura aumenta e più gli attacchi di panico diventano ricorrenti. Durante l’attacco di panico si cerca di scappare via, di lasciare l'ambiente in cui ci si trova, qualunque esso sia, senza badare ad altro che a cercare una via di fuga.. Provare il panico è pertanto un'esperienza molto spiacevole , soprattutto perché ti fa sentire un individuo diverso da tutti gli altri, strano, a volte ci si può sentire addirittura pazzi . E, spesso, si tenta in tutti modi di nascondere agli altri le paure che si vivono con il panico, rifugiandosi nella propria solitudine
AGORAFOBIA
Le fonti mediche definiscono l'agorafobia come una paura irrazionale nei confronti degli spazi aperti, dei luoghi esterni e non familiari, oltreché di uscire di casa. E’ l’ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un attacco di panico. I timori agorafobici riguardano tipicamente situazioni caratteristiche che includono essere fuori casa da soli, essere in mezzo alla folla o in coda, essere su un ponte e il viaggiare in autobus, treno o automobile. Le situazioni vengono evitate oppure sopportate con molto disagio o con l’ansia di avere un attacco di panico, o viene richiesta la presenza di un compagno
( “l’accompagnatore”). L'agorafobia è una delle manifestazioni d’ansia e di panico più invalidanti, in quanto chi ne soffre spesso diventa completamente dipendente dalle mura domestiche oppure è costretto ad uscire di casa solo quando è accompagnato.
Disturbo da Attacchi di Panico – D.A.P.
Il disturbo da attacchi di panico (DAP) è disturbo caratterizzato dalla presenza, nel corso di un certo periodo di tempo, di numerosi episodi di ansia acuta, appunto, panico. Un attacco di panico è un segnale, che qualcosa non funziona, che siamo molto stressati, che in determinate situazioni noi reagiamo in modo sproporzionato. A volte gli attacchi di panico si verificano dopo un periodo molto stressante, dopo che qualche cambiamento negativo o positivo entra nella nostra vita. Nel dap, ciò che fa la differenza è l’intenso timore, anzi il terrore di avere nuovi attacchi di panico. E tutto ciò non fa altro che predisporre ad una situazione di tensione, all’evitamento, oppure a nuovi attacchi di panico.