La cultura e la pratica dei gruppi di auto aiuto stanno diventando risorse sempre più importanti e vicine ai cittadini.
L’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) li considera fondamentali per ridare agli stessi cittadini responsabilità e protagonismo, per cercare di migliorare il benessere della comunità.
Ed è proprio nel principale rispetto di tali finalità che l’ALPA (Associazione Liberi dal Panico e dall’Ansia ) ha istituito i gruppi di auto aiuto, su tutta la rete nazionale.
L’auto aiuto è un metodo che aiuta a conoscere se stessi attraverso gli altri. Il suo valore terapeutico è caratterizzato prevalentemente dal fatto che ognuno è contemporaneamente fornitore e fruitore di aiuto.
La partecipazione al gruppo offre l’opportunità di incontrare altre persone che vivono lo stesso disagio ( ansia e panico), di condividerlo e di ritrovare la forza per riaffrontare positivamente la propria vita.
Il gruppo di auto aiuto, se da un lato ci dà la possibilità di mettere a nudo la paura del panico affinché quest’ultimo non resti dentro di noi a massacrarci e a portarci dove vuole lui, dall’altro ci insegna a conoscerlo, a non temerlo per poterlo ascoltare, a viverlo per trasformarlo, con consapevolezza e senza timore.
I membri del gruppo sono un gruppo di pari: è il fatto di vivere, o di aver vissuto, una stessa condizione che definisce l’appartenenza al gruppo. Nel gruppo si condividono le proprie esperienze, si impara ad ascoltarsi e a relativizzare il proprio vissuto.
Il sentirsi accettato nel gruppo può contrastare il senso di solitudine che il disturbo di panico talora, fa sperimentare in famiglia e/o nei rapporti sociali.
Nel gruppo di auto aiuto si può parlare liberamente dei propri vissuti e sentirsi capiti profondamente e in modo totale.
L’auto aiuto, infatti, funziona attraverso la relazione di ascolto, un ascolto profondo e attivo che soggiace ad una regola assoluta: la sospensione del giudizio e pregiudizio sull’altro che si sentirà, pertanto, incoraggiato ad esprimersi liberamente e più facilitato al superamento della vergogna……..Quella vergogna che generalmente si prova nel disturbo di attacco di panico. L'ascolto attivo si basa sull'empatia e sull'accettazione, si fonda sulla creazione di un rapporto positivo ed è caratterizzato da ''un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa'' e, comunque, non giudicata……
Nel gruppo è prevista la presenza di un “ facilitatore della comunicazione o Helper”, un conduttore il cui ruolo è complementare al ruolo dei partecipanti e che offre come risorsa nella relazione d’aiuto, il suo vissuto personale derivante dalla trasformazione della sua malattia in guarigione.
E non solo: svolgere il ruolo di helper accresce il senso di controllo ed autostima ed innalza la considerazione positiva delle proprie capacità. L’helper non assume atteggiamenti da psicologo o psicoterapeuta, non si ritiene più abile degli altri, ma favorisce la crescita di ognuno percependola e facendola percepire all’intero gruppo.
"Hai un attacco di panico e non sei l'unico"
“ Non vivere mai senza vita ”
Chiama lo 06 32540973,
L'ALPA,
Associazione Liberi dal Panico e dall'Ansia
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