Spulciando su Wikipedia, l'enciclopedia libera di Internet, alla voce mobbing leggiamo:
"un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. I singoli atteggiamenti molesti (o emulativi) non raggiungono necessariamente la soglia del reato né debbono essere di per sé illegittimi, ma nell'insieme producono danneggiamenti plurioffensivi anche gravi con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute, la sua esistenza."
E fin qui le parole, precise certo ma pur sempre parole.
La definizione lascia solo trapelare la violenza interiore vissuta da chi il mobbing lo subisce.
Una fredda sensazione di terra bruciata, di solitudine pesante e imposta in modo subdolo.
Sentirsi attaccati in ambienti quotidiani, feriti in profondità, messi al bando senza mezzi termini.
Di mobbing si parla poco, troppo poco. E si fa ancora meno. C'è il rischio molto serio di vedere scivolare la questione in un limbo di indifferenza e totale insensibilità.
Non possiamo permetterlo.
E non possiamo neppure dimenticare chi soffre di panico e, in aggiunta, si trova ad affrontare un contesto "mobbizzato". Ai disturbi pesanti legati all'ansia si aggiunge un ulteriore stato di emarginazione e di vergogna. Un cortocircuito emotivo che può diventare intollerabile.
Sempre sfogliando la definzione di Wikipedia, incontriamo un altro punto molto importante:
"Forme di mobbing, orizzontale o verticale, raramente rilevanti dal punto di vista giuridico, sono distinguibili anche in varie tipologie di aggregazione sociale non legate a professioni o ambiti lavorativi, ad esempio: circoli di amici e/o colleghi, gruppi o bande giovanili, circoli sportivi, associazioni amatoriali, società filantropiche ecc. Di solito lo scopo è quello di indurre un membro non gradito all’autoallontanamento spontaneo dal gruppo o associazione, attraverso tutta una serie di pressioni e vessazioni di tipo morale o psicologico. La materia in questione interessa di norma più l’analisi psicologica (psicologia dei gruppi) e sociologica (sociologia delle relazioni interpersonali) che non quella giuridica."
Già… raramente rilevanti giuridicamente ma comunque terrificanti per chi ne è vittima.
L'esclusione "violenta" da gruppi di appartenenza diventa uno sradicamento spietato che va a minare pesantemente "l'equilibrio dell'individuo".
E queste situazioni sono molto più numerose di quanto immaginiamo, con tonalità e intensità diverse ma, sempre e comunque, drammatiche. Non possiamo restare silenziosi spettatori nè fare finta di nulla.
Per tutto questo ALPA mette a disposizione un servizio di consulenza specifico per chi sta affrontando il mobbing.
Intendiamo offrire la nostra presenza per indicare soluzioni e punti di riferimento.
Se ti trovi in difficoltà scrivi ad alpa@infoalpa.it